“La bellezza è lo splendore del vero”
Si dice che questa frase sia di Platone, ma non ne siamo certi.
E’ certo invece che nell’Antica Grecia il concetto di Bellezza avesse dei parametri ben precisi che poggiavano addirittura su calcoli matematici: basti pensare alle statue giunte fino a noi, oppure ai templi che conosciamo.
L’attenzione alle proporzioni, all’armonia – sia del dettaglio che complessiva – porta alla piacevolezza e ad un grande senso di benessere.
Non solo: per la società del tempo la “perfetta bellezza“, ovvero l’ideale, riuniva l’aspetto fisico e quello morale, estetica ed etica.
Ciò che era bello (kalòs) era anche buono (agathòs), e ciò che era buono inteso come moralmente perfetto, non poteva non essere bello.
Un concetto talmente importante da meritare di essere riassunto in una sola parola: Kalokagathia, che ha influenzato la società Occidentale fino ai giorni nostri.
La spinta verso il bello portava quindi ad elevare l’animo in un circolo virtuoso.
Gli dèi greci erano rappresentati nello splendore e nella prestanza dell’eterna giovinezza, simbolo di perfezione esteriore ed interiore. L’essere umano ambiva a raggiungere la stessa prestanza coltivando tanto il corpo quanto la mente.


Andiamo in estremo Oriente e vediamo qual è il significato di bellezza in Giappone.
Non ci stupirà scoprire che la bellezza viene definita come il risultato di un perfetto equilibrio psicofisico. Motivo per cui i rituali della cura del corpo sono tanto importanti: i massaggi e l’utilizzo di fragranze aprono canali energetici con benefici sia per il fisico che per la mente.
Anche qui i due mondi, materiale e spirituale, sono strettamente collegati e prendersi cura di uno giova anche all’altro.
Potremmo quindi arrivare alla conclusione che la bellezza coincide con l’immagine cristallizzata dell’eterna giovinezza, dell’eterno benessere. Ma non è così!
Ti sarà capitato di ammirare, almeno in foto, la meraviglia dell’hanami, ovvero la fioritura degli alberi di ciliegio giapponesi.
E’ uno spettacolo che dura pochi giorni, eppure viene accolto con grande gioia e trepidazione sia nel momento di massimo splendore che in quello, per noi occidentali più malinconico, in cui i petali cadono a terra e gli alberi rimangono privi del loro ornamento.
Un giapponese, però, vi dirà che questo momento non trasmette angoscia perché fa parte del ciclo della natura che nasce e muore in un ritmo che si ripete. Questo porta a ricercare la bellezza nella transitorietà delle cose, nel loro essere finite, decadenti ed imperfette.


“La bellezza è lo splendore del vero” e non c’è nulla di più vero del tempo che passa, che lascia le tracce sui visi e sui corpi, che ci mette di fronte alla nostra natura.
Il business del settore beauty ci porta a voler annullare questa verità per portarci a spendere sempre più in creme che promettono ai nostri petali di non sfiorire, lozioni che fermano il tempo, sieri miracolosi… Dal risultato insoddisfacente.
Ecco allora arrivare le promesse della chirurgia plastica coi “lifting della pausa pranzo”, i rimodellanti, ecc. Nessuno però racconta il dolore di alcuni interventi, il rischio che si corre nel farli, la perdita di espressività causata da trattamenti pubblicizzati come elisir di giovinezza.
E’ giusto cercare di stare bene, iniziando col prendersi cura di sé, alimentarsi correttamente e fare una buona attività fisica.
Se però desideri davvero cambiare il rapporto con la tua immagine per vederti meglio, sarà la consapevolezza delle tue caratteristiche a far sì che tu possa guardarti allo specchio sospendendo ogni giudizio.
Il primo passo da fare è conoscere gli aspetti fisici e caratteriali che ti rendono Te stesso e che caratterizzano la tua Unicità. Imparando a riconoscerli e a non giudicarli ti stupirà vedere come, col passare del tempo, potrai trovarli perfino attraenti!
Inizierai a togliere l’attenzione da ciò che ritieni non vada perché sarai clemente e amorevole nei tuoi confronti.
Porterai a testa alta le tue Unicità e con orgoglio potrai dire al mondo: “Questo sono io! E ne vado fiero!”.
Non t’interesserà molto il parere delle persone perché avrai imparato che il tuo conta più di tutti.

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